
Le speranze che la diplomazia possa
tornare protagonista nel conflitto tra Iran e Stati Uniti spinge
le Borse,affonda il prezzo delle materie energetiche e lascia
respirare i bond,i cui rendimenti sono in deciso calo.
Milano avanza dell'1,2%,Parigi dell'1%,Francoforte dello
0,7%,Londra dello 0,3% mentre a New York,in quella che è la
vigilia delle elezioni di metà mandato,il Nasdaq avanza
dell'1,3% e il Dow Jones dell'1,2%.
Il disco verde della Guida Suprema iraniana,Mojtiba
Khamenei,alla trattativa con gli Usa e la disponibilità del
presidente americano Donald Trump alla ripresa dei negoziati
allontanano le minacce di una ripresa delle ostilità facendo
tracollare sia il petrolio (-6,6%) - il Brent scende a 97,3
dollari al barile e il Wti a 105,9 dollari - che il gas,in calo
dell'8,5% a 95,1 euro al megawattora. Corrono i bond,che
sperano in una frenata dell'inflazione: il rendimento del Btp
decennale cede oltre 8 punti base,al 4,42%,mentre lo spread
con il Bund scende a quota 113.
Sul listino milanese volano Buzzi (+5,9%) e Stm (+4,3%),con
gli acquisti che tornano sui tecnologici. Bene anche Moncler
(+3,9%),Campari (+3,Finecobank (+3%) e Amplifon (+2,7%)
mentre scivolano i petroliferi Eni (-2,8%) e Tenaris (-1,in
scia al tonfo del greggio.
