
Secondo l'ultima rilevazione del
Palestinian Center for Policy and Survey Research del
sondaggista di Ramallah Khalil Shikaki,pubblicata la settimana
scorsa,il sostegno a Hamas è calato dal 35% di 10 mesi fa al
24%,raggiungendo lo stesso livello di quello per Fatah,che si
posiziona pure al 24%. In vista delle elezioni legislative
palestinesi previste per il 28 novembre,le prime in 20 anni,i
sondaggio attribuisce il 32% dei consensi a Fatah e il 29% a
Hamas,mentre per il 44% dei palestinesi interrogati nessuno dei
due partiti merita di rappresentare il popolo palestinese. Il
calo è particolarmente marcato in Cisgiordania,dove il sostegno
a Hamas è sceso dal 32% di 10 mesi fa al 18%,mentre nella
Striscia di Gaza dal 41% al 33%.
Rispetto alle trattative in corso sulla fase 2 del piano
Trump,il 72% degli intervistati si oppone alla rinuncia alle
armi da parte di Hamas prima del completo ritiro israeliano da
Gaza,e solo il 20% è favorevole a questa eventualità. Il 20%
degli intervistati afferma che Hamas è uscito vittorioso dal
conflitto,rispetto al 39% di 10 mesi fa. Il 60% ritiene che
nessuna delle due parti abbia vinto,mentre il 15% crede che
Israele sia uscito vincitore. Il cambiamento è più marcato in
Cisgiordania,dove la percentuale di chi considera Hamas
vittorioso è scesa dal 48% al 21%.
Per quanto riguarda la presidenza palestinese - per la quale
elezioni potrebbero essere convocate nel 2027 - Marwan
Barghouti,che sconta cinque ergastoli in un carcere israeliano,
è favorito come candidato presidenziale con il 54% dei consensi,
mentre il leader di Hamas Khalil Al-Hayya ottiene il 26%,per
Abu Mazen il consenso è solo del 14%. Secondo il sondaggio,il
79% degli intervistati vorrebbe le dimissioni di Abu Mazen. In
una domanda separata,in cui si valutano le candidature in
un'era post-Abu Mazen,Barghouti risulta sempre il favorito con
il 39% dei consensi,Al-Hayya ottiene il 16%,mentre Mohammed
Dahlan,il leader del 'Fronte riformista' del Fatah in esilio
negli Emirati,il 15%.
