DIVERTIMENTO Aug 21, 2026 IDOPRESS

Khrzhanovsky difende Dau, 'sul mio film distorsioni sostanziali'

(di Francesca Pierleoni)

Dau "non è uno strumento della

politica culturale dello Stato russo. E' una dichiarazione

artistica sulla natura del male totalitario". Lo afferma il

regista Ilya Khrzhanovsky su Facebook,in un lungo post in

difesa del suo film,selezionato in concorso per la Mostra del

Cinema di Venezia,e accusato dall'Ucraina di essere uno

strumento di propaganda filo russa. Dopo aver ringraziato La

Biennale e Barbera "per la loro chiara posizione e supporto" il

cineasta sottolinea di ritenere "necessario rispondere

pubblicamente alla dichiarazione congiunta rilasciata dal

Ministero della Cultura dell'Ucraina e dal Ministero degli

Affari Esteri dell'Ucraina" riguardo al suo film. Accuse che

contengono,per il regista,"affermazioni fattivamente errate e

distorsioni sostanziali che creano una falsa impressione sulle

origini del film,del suo finanziamento,del suo rapporto con lo

stato russo,delle persone coinvolte nel progetto,nonché della

mia posizione e delle mie attività". Così Khrzhanovsky decide di

rispondere,punto per punto ai vari rilievi. Innanzitutto Dau

"non è un film russo e non rappresenta la Russia alla Mostra

Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - ribadisce -

ma partecipa al Concorso come film tedesco,coprodotto con

Francia e Svezia. Il suo finanziamento istituzionale proveniva

da emittenti europee e istituzioni cinematografiche,tra cui

ARTE,WDR,Swedish Film Institute e l'Olandese Hubert Bals Fund.


Negli ultimi sette anni,Dau non ha ricevuto finanziamenti

dallo stato russo,dalle istituzioni statali russe,dalle

società legate allo stato russo o dagli investitori privati che

attualmente risiedono in Russia". Lo stato russo "non ha

finanziato il film,non ha partecipato alla sua creazione e non

ha alcun coinvolgimento nella sua distribuzione". Rispetto ai

temi di Dau (biografia del fisico premio Nobel Lev Landau,che

ha contribuito alla creazione della prima bomba atomica

sovietica,ndr) "si esamina la penetrazione di un sistema

totalitario nella vita privata di una persona: relazioni,amore,

sessualità,lavoro,ambizione scientifica,paura,compromesso e

tradimento. Il suo soggetto è la graduale perdita dell'autonomia

individuale e la trasformazione del sistema politico in una

parte interna della propria esistenza". il film "non rappresenta

la Russia contemporanea,non cerca di legittimarla e non può

servire a giustificare il sistema politico responsabile della

guerra contro l'Ucraina". Inoltre,"non sono cittadino della

Federazione Russa - sottolinea -. Sono un cittadino della

Germania,del Regno Unito e di Israele. Ho rinunciato alla mia

cittadinanza russa per protestare contro la politica statale

della Federazione Russa e la sua guerra contro l'Ucraina".


Khrzhanovsky sottolinea che la sua posizione sul conflitto

contro l'Ucraina "è stata e rimane inequivocabile. Ho sostenuto

pubblicamente l'Ucraina molto prima dell'invasione su vasta

scala. Dopo l'annessione della Crimea nel marzo 2014,ho firmato

una lettera aperta dei registi russi a sostegno dell'Ucraina" e

"il 24 febbraio 2022,il primo giorno dell'invasione su vasta

scala della Russia,sono stato tra i primi firmatari di un

appello pubblico che chiedeva la fine immediata della guerra".


Il regista aggiunge,tra i vari punti,che che "lo Stato russo

considera le mie attività come ostili" e "il Ministero della

Giustizia russo mi ha inserito nel registro degli 'agenti

stranieri'. I miei film non vengono proiettati in Russia".


Dopo aver chiarito anche vari nodi a sul finanziamento e la

realizzazione del film,il regista ricorda di aver "vissuto e

lavorato in Ucraina per molti anni e le sono profondamente

legato. Ecco perché la dichiarazione congiunta dei due ministeri

ucraini è particolarmente dolorosa per me". Un film "non

dovrebbe essere giudicato prematuramente sulla base di false

associazioni,cronologia distorta,o ipotesi che contraddicono

la storia documentata del progetto. Sono stato e rimango

contrario alla guerra della Russia contro l'Ucraina e al sistema

politico che ha reso possibile questa guerra. Opporsi al

totalitarismo significa anche difendere la verità fattuale".


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