
Si alza la voce del picchetto
antifascista contro Roberto Vannacci a Orvieto. A poca distanza
dal Forum dell'Indipendenza italiana,dove il generale chiude la
tre giorni di Futuro Nazionale insieme a Gianni Alemanno,un
centinaio di persone si sono radunate in piazza ex Croce Rossa
per una protesta pacifica promossa da Articolo 21,Spi-Cgil,
Associazione Rose Rosse d'Europa e Anpi. Tra i manifestanti
anche il senatore del Pd Walter Verini.
"Non vogliamo togliere la parola a nessuno,anzi i Vannacci
possono parlare in questo Paese proprio perché ottant'anni fa
vinsero quelli che volevano la democrazia,non quelli che
sarebbero stati i suoi amici,cioè i fascisti",scandisce. Ma,
aggiunge,è giusto "alzare la voce democraticamente" contro idee
su "remigrazione,donne e tanti aspetti della vita" che
definisce "violente,retrograde,razziste,estranee alla
convivenza civile di questo Paese".
Non è soltanto Orvieto,evidenzia Veroni,a essere ferita
dalla presenza del generale: "Le cose che dice Vannacci sono una
ferita all'Italia,a chi si è battuto per la libertà". "L'Umbria
è la terra delle marce della pace,del dialogo,di Capitini. È
una terra che include e non esclude,apre e non chiude. Vannacci
è il simbolo delle chiusure,dei muri,in un tempo drammatico in
cui servirebbero ponti e dialogo",aggiunge il senatore dem.
Nessuna intenzione - assicura Enrico Petrangeli,tra i
coordinatori del presidio - di impedire a Vannacci di parlare:
"Non è nel nostro dettato costituzionale impedire qualcosa a
qualcuno". L'obiettivo è invece contrastare "una visione lesiva
dei diritti delle persone". E sul manifesto che nei giorni
scorsi ha fatto discutere,con Vannacci che appare a testa in
giù a seconda di come viene girato,replica: "È questione di
punti di vista".
