
"Siamo ormai giunti alla fase
decisiva. Siamo al D-Day economico,la più grande offensiva
finanziaria mai scatenata contro un avversario",l'Iran. Lo
afferma il segretario al Tesoro americano Scott Bessent al
Finacial Times. "I paesi che ritengono la politica di
pacificazione nei confronti del regime una scelta più sicura
dovrebbero riconsiderare la propria posizione",dice Bessent
precisando che "per chi sceglie di legare il proprio destino a
quello di Teheran,l'alternativa è la preclusione di tutte le
vie verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il
terrorismo significa trasformarsi in un paria a livello
globale".
"Il mondo deve comprendere che il nostro obiettivo è recidere
ogni ancora di linfa economica che sostiene il regime tirannico,
fino a lasciare Teheran completamente isolata",ha detto Bessent
che nelle prossime ore annuncerà nel dettaglio la stretta
economica che gli Stati Uniti intendono imporre all'Iran.
"Coloro che interromperanno i restanti legami finanziari e
commerciali con l'Iran ne trarranno beneficio,rafforzando al
contempo le proprie relazioni economiche: miglioreranno il loro
accesso ai capitali globali,aumenteranno la fiducia nei propri
mercati e conquisteranno la posizione che ambiscono a occupare
nell'economia mondiale",spiega Bessent citando la conferenza di
Teheran del 1943 quando Franklin D. Rossevelt e Winston
Churchill valutarono l'operazione che culminò nello sbarco in
Normandia. Il segretario al Tesoro denuncia che per anni gli
Stati Uniti si sono ritrovati "soli nella determinazione" di
fermare Teheran. Donald Trump ha "decimato l'economia iraniana
al punto che il rial non è mai stato così debole e l'inflazione
raramente è stata così elevata. L'ultima ancora di salvezza del
regime risiede nell'illusione di nazioni timorose,le quali
credono ancora che assecondare l'aggressività possa garantire
una pace duratura",osserva Bessent. "Per chi sceglie di legare
il proprio destino a quello di Teheran,l'alternativa è la
preclusione di qualsiasi via verso una prosperità duratura.
Diventare un rifugio per il terrorismo significa,agli occhi
degli Stati Uniti,trasformarsi in un paria a livello globale",
mette in evidenza.
