
Un rapporto dello United States
Geological Survey (USGS) classifica il terremoto avvenuto in
Venezuela come il più forte registrato nella zona settentrionale
del Paese negli ultimi 126 anni. L'evento sismico risulta
paragonabile per intensità solamente allo storico sisma di
magnitudo 7.7 registrato nell'ottobre del 1900.
Gli esperti attribuiscono la violenza del fenomeno alla
ridotta profondità dell'epicentro,calcolata tra 10 e 13
chilometri. Secondo l'analisi tecnica,"il rilascio di energia
si è verificato superficialmente nel sistema di faglie che forma
il confine meridionale della placca caraibica con la placca
sudamericana (asse di deformazione che collega i sistemi di
faglie di Boconó e San Sebastián)".
Questa combinazione di elevata magnitudo e scarsa profondità
ha sprigionato un movimento tellurico eccezionale,le cui onde
si sono propagate a grande distanza. La scossa è stata infatti
segnalata a oltre 160 chilometri di distanza,colpendo la
capitale venezuelana e arrivando a interessare in modo distinto
anche le regioni limitrofe della vicina Colombia.
